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La ricerca ha dimostrato che l’elemento più distruttivo presente nella nostra cultura è la droga.
L’uso di droghe da strada – LSD, eroina, cocaina, polvere d’angelo, marijuana, ed altre – è incrementato notevolmente e velocemente in tutti i ceti sociali. Gli studenti dei college si atrofizzano i cervelli con la marijuana; i bambini a scuola vengono spinti giornalmente a trangugiare pasticche con pressioni esercitate sia a livello di coetanei che a livello farmaceutico; e il signor Bianchi per la strada, persona apparentemente comunissima, e il signor Rossi al posto di lavoro, coltivano un’abitudine di cui non si sospetta né ci si occupa.
Il diffuso consumo di droghe illegali – molte delle quali erano in origine rimedi medici – ha prodotto un giro d’affari di 500 miliardi di dollari annui. Secondo alcune stime, la marijuana è attualmente la più grande coltivazione d’erba per vendita diretta in America. Della cocaina e dei suoi derivati, parecchio di moda negli anni 70, vi è ora un ampio abuso, dovuto in gran parte alle asserzioni degli psichiatri durante gli anni 80, secondo cui l’uso di cocaina non costituiva tossicodipendenza. Nulla sarebbe potuto essere più distruttivo.
Nel condurre ricerche sugli ostacoli al miglioramento spirituale posti dalle droghe, L. Ron Hubbard ha scoperto l’esistenza di una personalità da droga, una personalità artificiale creata dagli stupefacenti.
“A quanto pare le droghe possono cambiare l’atteggiamento di una persona, trasformando la sua personalità originale in un’altra che cova rancori e odi nascosti a cui la persona non permette di mostrarsi in superficie” ha scritto L. Ron Hubbard. “Anche se questo potrebbe non essere vero in tutti i casi, ciò stabilisce un legame tra le droghe e le crescenti difficoltà con il crimine, la produzione e con il collasso moderno della cultura sociale e industriale.”
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